Qualità nella PA: indagine su Direttiva Nicolais ed ee.ll.
Fino
a qualche tempo fa, “qualità” e “Pubblica Amministrazione” apparivano
ai cittadini del nostro paese termini assolutamente incompatibili ed,
anzi, antitetici per definizione. Oggi, le cose sembrano essere in via
di cambiamento. Confortanti, ad esempio, i primi risultati
dell’indagine conoscitiva condotta a marzo ed aprile 2007 da Sistema Susio sull’applicazione negli enti Locali della Direttiva Nicolais “Per una Pubblica Amministrazione di Qualità”, introdotta per stimolare le amministrazioni ad utilizzare nel proprio ambito strumenti concreti per la qualità. La Direttiva del dicembre 2006 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione indicava nella qualità un fattore chiave per la competitività del Paese,
la quale cresce insieme alla crescita economica e sociale dei territori
“eccellenti”, quelli in cui si applicano politiche pubbliche innovative
e lungimiranti: capacità di visione d’insieme; ruolo “imprenditoriale”
degli enti locali; ascolto, partecipazione e coinvolgimento di imprese,
cittadini e portatori di interessi; qualità dei servizi resi. Secondo l’indagine, i grandi Comuni sono attivi in questa direzione; molti Comuni medio-piccoli e diverse Province si stanno dotando di strumenti per la qualità,
rispondendo alle sollecitazioni del Governo e dell’Unione Europea:
Carta dei Servizi, indagini di Customer satisfaction, Certificazione
ISO 9000, Gruppi di Miglioramento, strumenti di autodiagnosi previsti
dai modelli europei (EFQM, CAF). Nella maggior parte dei casi si
tratta, però, di acquisizioni recenti, ma è già possibile verificare
che “la qualità paga”: diverse amministrazioni locali che hanno
introdotto queste innovazioni sono, infatti, riconosciute come
eccellenti nelle statistiche a livello nazionale per qualità di vita e
servizi offerti. Lacune e ritardi, tuttavia, permangono, in particolare nell’impiego di strumenti di autovalutazione e nel coinvolgimento e nella formazione del personale. Ostacolo principale, le resistenze culturali interne alle stesse amministrazioni,
ma la consapevolezza mostrata dagli enti che hanno già risposto al
questionario testimonia di un’evoluzione positiva. La PA locale sta
diventando un terreno ricettivo e fertile, in grado in altre parole di
mettere a frutto le esperienze e le competenze acquisite in diverse
situazioni di successo. (alm)
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